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School Experience II, con Giffoni l’edizione digital del festival chiude tra gli applausi del mondo della scuola: oltre 6mila studenti e 170 docenti collegati da tutta Italia

Grande successo per l’iniziativa, organizzata nell’ambito del Piano Nazionale Cinema per la Scuola, e promossa dal Ministero dell’Istruzione e dal Ministero della Cultura

Presentate le opere realizzate da scuole ed associazioni: gran finale per School Experience

Tanta attualità e anche finestre sulla pandemia per la giornata, la quinta, di School Experience, il festival on line organizzato dall'Ente autonomo Giffoni Experience e realizzato nell'ambito del Piano nazionale cinema per la scuola promosso dal Ministero dell'Istruzione e dal Ministero della Cultura.  Oggi sono stati visionati i lavori relativi alla sezione Your Experience, dedicata alle opere realizzate da istituti scolastici, da associazioni culturali o da autori indipendenti.

Cinque i corti in gara nella sezione Your Experience rivolti a studenti dai 3 ai 10 anni: si parte da BASKER - IL CAGNOLINO IN CERCA DI AMORE di Pippo Crotti (Italia). Il cucciolo protagonista viene abbandonato dal suo padrone ma trova due fratellini pronti ad accoglierlo. “Il messaggio che volevamo mandare era proprio quello di contrastare l'abbandono degli animali domestici - spiega ai ragazzi il regista - volevamo sottolineare il rispetto e la cura che occorre per qualunque forma di vita”.

In concorso anche L’INTERRUTTORE di Gaetano Ghiura (Italia): un piccolo pulsante è appeso sotto un arco di pietra di un paesino. Nessuno sa a cosa serva. In una sera d'estate l'oggetto accende la curiosità di due bambini: Antonio e Luigina. Cosa accadrebbe se lo premessero? “Nel mio cortometraggio l’interruttore spegne la luna - svela Ghiura - è qualcosa di piccolo che ci spinge a pensare in grande. Anche in questo periodo di pandemia, se ci fermiamo a fantasticare riusciamo a viaggiare con la fantasia”.

Immaginazione e paura si fondono in JURASSIC SCHOOL di Maria Giulia Morlacchi (Italia) in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Nerviano di Milano. Cosa succederebbe se un giorno i mitici dinosauri venissero a trovarci? E se provassero ad andare a scuola? Una fantastica avventura nel misterioso mondo preistorico ha inizio. “Il nostro lavoro nasce da un'esperienza di realtà aumentata - racconta la regista - poi, con un po’ di fantasia, abbiamo voluto aggiungere un messaggio che andasse oltre: volevamo dimostrare che, quando conosci le cose, la paura mano a mano svanisce”.

Sogni e coraggio sono gli ingredienti per battere ogni ostacolo in I MIEI DRAGHI di Matteo Marchi con la scuola Immacolata di Livorno (Italia). Viola, una bambina molto fantasiosa, è vittima di atti di bullismo da parte dei suoi compagni di classe. La piccola sarà aiutata dall’insegnante di arte a superare ogni difficoltà. “Affrontare il tema del bullismo attraverso l'utilizzo della fantasia era il mio scopo - dice Marchi - l’idea mi è venuta perché ho pensato a tutti quei bambini che hanno desideri inusuali per la società di oggi. Per me sono da tutelare perché continuano a guardare oltre e a coltivare sogni enormi”.

Chiude la sezione I NUOVI EROI del regista Lorenzo Busi e dello sceneggiatore Massimiliano Franz (Italia). In un'immaginaria città protetta da tre supereroi, un bel giorno, arriva un nemico invisibile non facile da combattere. Una minaccia temibile che neppure i poteri dei supereroi possono sconfiggere. “È una favola scritta in un momento storico particolare - raccontano i due - il progetto era nato per creare un video virale, poi ci ha portato qui oggi ed è una cosa incredibile. Il bello di questo corto è che, da parte nostra, c'è solo la storia. I disegni, le voci, i colori sono dei ragazzi. Noi abbiamo solo preso tutto e messo insieme”.

Disabilità, inclusione, amicizia, ambiente, territorio, storia, amore, passioni: sono alcune delle tematiche affrontate nel corso della quinta e ultima giornata di School Experience, che ha visto protagonisti, nella sezione Your Experience, oltre 125 studenti delle scuole secondarie di primo grado. Otto i cortometraggi realizzati da istituti scolastici o associazioni culturali visionati dai juror: L'ACCHIAPPAVENTO, LE COSE CHE AMIAMO, CUI PRODEST- GIANELLI UNDER SUSPICION, DAILY ROUTINE – MASCHI VS FEMMINE, L'IPERMOSTRO, LA MIA QUARANTENA, IL NASCONDIGLIO, UOMO CONTRO ALBERO. Tantissimi gli ospiti, tra cui: Carlos Salito, Nando Irene, Michela Napolitano, Felicia Rasulo, Remigia Piliero, Michela Fanuele, Saverio Settembrino, Gianna Ozenda, Matteo Scifoni, Loretta Zona, Benedetta Bondesan, Roberta Russo, Barbara Onofri, Anastasia Del Sette, Nicolò Mazza de' Piccoli, Flavio Ricci, Andrea Vallario, Pina Rega, Isabella Abbatino, Maria Carmela Campagna, Sabrina Charis Dragone, Dario Famà, Nicola Iacovuzzi.

Il messaggio che è emerso, nel dialogo con i ragazzi, è che il cinema, come i libri, deve raccontare storie invisibili ai più e portarle nelle case della gente. “Il valore aggiunto è il rapporto con il territorio, che deve essere sempre un monito”, ha spiegato Ozenda, mentre Matteo Scifoni ha sottolineato l'importanza di raccontare temi di primissimo piano, come l'ambiente, con un tono tagliente e bizzarro, affinché possano arrivare a una platea il più ampia possibile. Protagonisti della maggior parte dei lavori sono stati gli stessi alunni, che, con l'ausilio di un team di esperti e dei loro insegnanti, si sono cimentati nel ruolo di sceneggiatori e attori, iniziando ad assorbire anche le prime tecniche di montaggio e di regia. “E' stata un'esperienza nuova e piacevole, mi sono immerso nel personaggio fino a sentirmi un tutt'uno con lui e la rifarei molto volentieri”, ha detto Andrea Vallario, protagonista di LE COSE CHE AMIAMO. Richiamo all'attualità con DAILY ROUTINE – MASCHI CONTRO FEMMINE e LA MIA QUARANTENA, lavori dove il video diventa lo strumento narrativo per raccontare i giorni sospesi vissuti da tantissimi giovani in un momento così particolare come quello dettato dall'emergenza sanitaria. “Abbiamo voluto raccontare in un video la nostra quotidianità e ci siamo resi conto che anche le cose semplici vengono premiate. Non era solo la nostra routine, ma la stessa di tanti altri in una fase così difficile. Registrando queste clip i nostri malumori per le chiusure si sono alleviati e abbiamo capito quanto siamo stati fortunati a vivere un brutto periodo nelle nostre case fornite di ogni confort”, ha raccontato Sabrina, una delle protagoniste.

Dieci le opere presentate per la sezione dedicata alle scuole secondarie di secondo grado. Anche in questo caso il lockdown è stato uno dei temi maggiormente indagato. Ma spazio anche alla lotta al razzismo e ai sentimenti con film di formazione dedicati al delicato passaggio dell’adolescenza.

In concorso #NONFARIDERE di Mario Massaro - Progetto ARCA Mendicino (Italia); LE ASSENZE di Davide Zemiti con AccademiaZeroNove (Italia); LUCIA MANGIA DA SOLA di Alessio Ciancianaini con la Scuola di Cinema per Ragazzi Zuccherarte Convitto nazionale C. Colombo di Genova (Italia); MATURITÀ 2020 di Marco Gemmiti con l’Istituto Tulliano di Arpino (Italia); IL NARR-ATTORE di Lorena Costanzo insieme all’Istituto Niccolò Machiavelli di Pioltello (Italia); NIC di Ludovica Dri e Roberto Celestri (Italia); IL RUMORE NEL SILENZIO di C. Corpora, C. Mangiapane, A. Galioto, S. La Rosa con l’Istituto Giovanni Meli di Palermo; SOLO UN FILM di Emanuele Tabarrini con il Liceo Majorana di Orvieto (Italia); LO SPACCIATORE DI EMOZIONI di Christian D’Ambrosio con il liceo Scientifico Salvatore Di Giacomo di Volla (Italia) e TABLEAUX VIVANTS E LA REALTÀ MULTIMEDIALE di Antonio Avossa con il Liceo Classico e Musicale Cirillo di Aversa (Italia).

Per le giovani protagoniste de IL RUMORE DEL SILENZIO del Liceo classico Meli di Palermo la realizzazione del corto è stata "un’esperienza che c’ha colpito molto ed è una cosa che vorremmo approfondire per il nostro futuro, il linguaggio del cinema ci ha emozionato".  

MATURITA’ 2020 è stato raccontato dal regista Marco Gemmini: "È il risultato delle grandissime emozioni provate nel periodo del lockdown. Ho vissuto una maturità nuova che ho trasformato in un video che ho voluto condividere. Ho deciso di continuare lungo questa strada e ora è il cinema che studio".

Il NARR-ATTORE è stato presentato da Lorena Costanzo, Enea Barozzi, Virginia Rosati ed Angelo Nisselino. L’opera è stata realizzata insieme all’Istituto Niccolò Machiavelli di Pioltello che l’anno scorso ha vinto la prima edizione di School Experience: "Quest’anno – hanno raccontato gli autori - abbiamo cambiato genere e siamo approdati alla commedia fantasy. Volevamo far sorridere".

Giovanni Mazzitelli, che ha coordinato il progetto, ha illustrato LO SPACCIATORE DI EMOZIONI. Con lui una docente dell’istituto Salvatore Di Giacomo di Volla:  «Ci siamo ispirati al libro 1984 di Orwell. Tutto il progetto è stato seguito interamente a scuola: dal brain storming fino alla realizzazione vera e propria». Ha partecipato al dibattito anche il regista Christian D’Ambrosio.

LE ASSENZE è stato presentato dal regista Davide Zemiti: "Nasce dalla voglia di indagare le emozioni in una particolare fase della vita che è quella del passaggio dell’adolescenza con tutte le paure tipiche di questi anni".

Ad illustrare le particolarità di TABLEAUX VIVANT E LA REALTA’ MULTIMEDIALE il regista Antonio Avossa ed il professore Arcangelo Pellegrino: "Importante il coinvolgimento dei ragazzi – hanno spiegato  - che hanno avuto modo di imparare tante cose nuove e di accostarsi ad un mondo affascinante come quello del cinema e delle nuove tecnologie».

NIC ha la regia Roberto Celestri e Ludovica Dri: "Siamo due indipendenti - hanno detto – e questa è la nostra opera prima insieme". Il film parla del tentativo del protagonista di smettere di fumare in maniera dissacrante ed ironica.

Per LUCIA MANGIA DA SOLA hanno partecipato al dibattito Ludovica Gibelli, Alessio Ciancianaini e Lucia Caprotti: "Tutti i ragazzi hanno partecipato attivamente perché in nessun altro ambito come nel cinema è importante il gioco di squadra".

#NONFARIDERE con la regia di Mario Massaro: "Volevamo – è stato spiegato - lanciare un messaggio per sdrammatizzare il peso del momento che viviamo". Il corto è incentrato sulla facile ironia di alcune espressioni comuni, che spesso, dietro un’apparente innocenza, spianano la strada a cliché difficili da sradicare.  Protagonisti giovani migranti, il film rappresenta un pezzo di una campagna molto importante contro ogni razzismo e ogni discriminazione.

Esplosione di gioia per la quarta giornata di School Experience: fari puntati sull'ambiente e il coraggio

Un'esplosione di gioia ha caratterizzato la quarta giornata di di School Experience, il festival on line organizzato dall'Ente autonomo Giffoni Experience e realizzato nell'ambito del Piano nazionale cinema per la scuola promosso dal Ministero dell'Istruzione e dal Ministero della Cultura. Accolte con entusiasmo ed emozione le otto opere in gara nella sezione Short Experience, dedicata ai cortometraggi proposti da registi italiani e internazionali agli allievi delle scuole primarie. Con COLOURS di Ermanno Dantini, Luca, un bambino di sette anni forte e coraggioso, ha da poco perso la madre in un incidente d'auto. Nonostante il dolore, il piccolo saprà riportare il colore nella vita del padre, un uomo sprofondato nel nero della depressione. Altro corto italiano in concorso è SAM’S CASTLE di Giona Dapporto. Sam è un bambino di nove anni che ama costruire castelli di sabbia. In realtà è abbastanza bravo in questo, almeno lo sarebbe se riuscisse a finirne uno. Tutto sembra essere contro di lui. Potrebbe essere il momento di arrendersi, o forse no?

L’arte fa da protagonista anche in BROKEN ROOT di Asim Tareq: qui Adham cerca di riempire il vuoto che sente disegnando e appendendo alle pareti della cameretta i suoi lavori. Nessuno però sembra accorgersene. Parla invece di rispetto per l'ambiente CRACKS IN THE PAVEMENT di Nicolas Conte. Un fiore bello e delicato cresce nella giungla d’asfalto. Un cestino della spazzatura è testimone dei maltrattamenti subiti dal fiorellino in questo mondo inquinato. Preoccupato per la pianta, il cestino cerca un modo per proteggerla. Un forte legame di amicizia unisce PITI & CATAMIN di Cecilia Klyver: due pesci, vivono insieme in un acquario e si tengono compagnia. Dopo un incidente, Piti si infortuna e Catamin cerca di tirarlo su di morale inutilmente.

Altra storia è quella narrata da MALAYZ di Leila Ahang, Sara Hanif, Maryam Alavi e Marziyeh Kordloo: un pesce nervoso e birbante chiamato Moslem sta riposando quando un anello luminoso cade e lo sveglia. La luminosità dell’anello cattura la sua attenzione e decide di impossessarsene. Un forte litigio tra un principe e una principessa risveglia un drago in SETTLING OF SCORES di François Heiser. La principessa reagisce tempestivamente e decide di combattere la bestia, probabilmente avrà bisogno dei rinforzi. Chiude THE PECULIAR CRIME OF MR. ODDBALL di Bruno Caetano. M. Oddball vive in una città dove l'acqua e gli alberi sono scomparsi, ma il suo amore cambierà il mondo.

A discuterne con i bambini in collegamento sono stati i registi Ermanno Dantini (Colors), Cecilia Klyver (Piti & Catamin) e Lucila Riggio di ShortsFit Distribucion in rappresentanza di Nicolas Conte (Cracks in the Pavement).

I colori diventano uno strumento per esorcizzare la paura e il dolore per la scomparsa della mamma - racconta Ermanno - uno zibaldone-memoriale, privatissimo e universale, alla ricerca di frammenti del passato da elevare a elaborazione di traumi già vissuti, ma anche a conforto così presente e vivo. Con questo corto volevo evidenziare quanto i bambini possono essere puri e come sono genuini rispetto agli adulti, sono in grado di ricordarci come tornare a guardare le cose”.

Ha spiegato, invece, ai ragazzi il compito di una distribuzione Lucila Riggio: “Quello che facciamo - dice - è portare il nostro corto in tutto il mondo. Pensate che Cracks in the Pavement è stato visto dal Giappone all’Argentina, fino all’Italia ovviamente”.

È nato invece in pandemia Piti & Catamin: “Non avevo molti materiali per la realizzazione - afferma Cecilia - ero bloccata a casa e ho utilizzato della carta per realizzare i due pesciolini protagonisti. La storia è ispirata alla mia infanzia, al ricordo di due piccoli animali domestici con cui giocavo da bambina”.

E' stata la natura il filo conduttore degli interventi dei giovani juror della sezione Short Experience della scuola secondaria di primo grado, che hanno visto: ENZO, DE GASPERI E LA BOLEX PAILLARD, LIGHT, MONSTER SITTER, MOTHER FIGURE, NO OFFENSE, SATURNO, TROUGH MY EYES. La prima fase del dibattito ha visto protagonista il regista lucano Delio Colangelo, autore di ENZO, DE GASPERI E LA BOLEX PAILLARD, l'affascinante storia di un bambino che non vuole abbandonare i Sassi di Matera durante il periodo dello sfollamento. E così, per convincere De Gasperi a rinunciare al suo progetto di ricostruzione di nuovi borghi residenziali, si arma di una cinepresa Bolex Paillard per documentare la storia e le abitudini dei residenti. Ambientato negli anni Cinquanta, il corto, costruito con una innovativa carrellata di materiale d'archivio, ha spinto i ragazzi ad interrogarsi sul ruolo della tecnologia.

Oggi diamo molte cose per scontate – è stato il commento di Elena – invece un tempo occorreva sfruttare l'ingegno per organizzarsi e cercare soluzioni. Forse si dava più importanza ai legami umani”. Per Chiara e Vincenzo, il lavoro di Colangelo è stato una sorta di monito: “La tecnologia può schiavizzarci, dicendo cosa dobbiamo fare. Alle volte sarebbe preferibile riscoprire le proprie radici”. Radici che, come ha sottolineato il regista, sono un elemento fondamentale del suo lavoro, “perché quando i Sassi furono sgomberati, alcune famiglie furono felici di avere una casa, altre invece soffrirono il dover abbandonare le proprie abitudini, la condivisione, quel sistema di valori e affetti in cui erano cresciuti a stretto contatto con la natura”.

E di natura si è parlato con Giacomo Pratelli, Sofia Falchetti e Matteo Tarditi, rispettivamente attore e sceneggiatori di un altro corto, MONSTER SITTER di Elena Beatrice Daniele Lince. In un mondo in cui esistono i mostri lacustri, Giacomo Rosetti si occupa di Isy, il mostro del lago di Iseo. “Sarebbe il lavoro dei miei sogni – ha ironizzato Pratelli – perché è a stretto contatto con la natura. Vivere tre giorni in questo ruolo mi ha fatto rendere conto di quanto sia fragile l'equilibrio della natura che sta a voi giovani difendere e preservare”. Il più colpito è stato il piccolo Vincenzo, che si è dichiarato subito fan del mostro.

Otto cortometraggi per la sezione Short Experience dedicata alla scuola secondaria di secondo grado. Tanti i temi affrontati, tante sfumature e stati d’animo che hanno colpito e sono stati colti dai ragazzi che hanno assistito alle proiezione. LA RICREAZIONE, ALLA FINE DELLA NUVOLA, THE BASEMENT, CARRIED AWAY, AI ITALY, MOHSEN AZIZI, ZAGARA e SUFFICIENTE, sono questi i titoli degli otto cortometraggi presentati questa mattina. Al dibattito hanno preso parte Federica Biondi e Silvia Calamandrei, rispettivamente regista e autrice de ALLA FINE DELLA NUVOLA, Francesco De Martini, autore e regista di THE BASEMENT, Rosario Esposito La Rossa ed Antonio Ruocco, rispettivamente autore e regista di SUFFICIENTE, Martina Bonfiglio, regista di ZAGARA.

Nel corso del dibattito tanti gli spunti colti dai ragazzi. Ancora una volta l’attualità ha fatto irruzione sullo schermo, ma anche la storia italiana con la figura di Calamandrei fino allo sgomento dei nostri giorni e della pandemia. Un racconto ampio della nostra epoca attraverso messaggi e valori universali.

Ambiente, discriminazione e scenari post apocalittici, l'attualità irrompe nella terza giornata di School Experience

L'attualità irrompe nella terza giornata della seconda edizione di  School Experience , il festival on line organizzato dall'Ente autonomo Giffoni Experience  e realizzato nell'ambito del  Piano nazionale cinema per la scuola  promosso dal  Ministero dell'Istruzione e dal Ministero della Cultura . Tanti i temi trattati dai lungometraggi della giornata e tanti gli spunti emersi dai talk con gli alunni e gli studenti che partecipano alla rassegna.

Tra i lungometraggi in concorso nella sezione Feature Experience - Scuola Primaria c'è  TRASH - LA LEGGENDA DELLA PIRAMIDE MAGICA  di Luca Della Grotta e Francesco Dafan (Italia). Un'avventura alla scoperta di quanto, quelli che riteniamo rifiuti possono avere infinite possibilità di rinascita. Il film, distribuito da  Notorious Pictures , è un film d'avventura che unisce divertimento e mission educativa. Protagonisti un gruppo rocambolesco di "rifiuti", oggetti ormai dismessi alla ricerca di un nuovo scopo che dia un senso alla loro vita.

La storia parte dal punto di vista di Slim, una scatola di cartone scoraggiata, che vive in un mercato e ha smesso di credere in tutto. Insieme a Slim c'è Bubbles, una bottiglia da bibita gassata cicciottella e ottimista, che stempera la visione grigia di Slim. Sul loro cammino incontreranno Spark, una piccola scatola che li guiderà in un viaggio inaspettato. Non mancheranno gli imprevisti: alla ricerca di Spark infatti incontriamo Kudo, la potentissima unità madre di un computer che vuole impadronirsi di ciò che si cela all'interno del piccolo per continuare a vivere.

“Mi è piaciuto molto il film - commenta Pietro, 8 anni di San Donà di Piave - mi ha insegnato che ogni oggetto ha uno scopo e, una volta finito il suo compito primario, può diventare altro: un barattolo può, per esempio, rivivere come vaso ”.

Gli fa eco Martina: “Questa storia mi ha fatto capire l’importanza della differenziata. Mi sono emozionata a pensare che anche gli oggetti possono avere un’anima”.

Body shaming, bellezza, discriminazione, lotta per i diritti, dittature, prevaricazioni: sono i temi che hanno caratterizzato la proiezione di THE CLUB OF UGLY CHILDREN, il lungometraggio diretto da Jonathan Elbers protagonista della categoria Featuring Experience dedicata alle scuole secondarie di primo grado.

La storia ruota intorno a un terribile slogan, “mantieni pulito!”, che il nuovo presidente diffonde per le strade riferendosi, drammaticamente, all'aspetto dei cittadini. Paul è un bambino “diverso”: le sue orecchie a sventola non passano inosservate. E quando viene invitato con altri suoi coetanei che non rientrano nei canoni di bellezza precostituita a prendere parte a un viaggio, capisce che l'intenzione degli organizzatori è quella di segregarli. Grazie all'aiuto di Sara riuscirà a scappare, per poi fondare un club contro il presidente. Gli ugly children possono dunque diventare eroi? “Certo, perché non dipende dal fisico, ma dalle azioni che le persone sono in grado di compiere”, ha commentato Martina nel corso del dibattito. In tanti hanno voluto esprimere la propria opinione: Marianna, Christian, Lorenzo, Leonardo, Anna. “Questo film ci insegna che non devono esserci pregiudizi, ognuno di noi è unico”. Non sono mancati i paragoni con i regimi totalitari, come Anna, che ha voluto ricordare il fascismo o Vincenzo e Matteo, a cui le emozioni del film hanno ricordato la deportazione degli ebrei. Inevitabile anche un paralello con l'attualità: “Mi ha colpito il fatto che molti personaggi tendono ad adeguarsi al pensiero comune – ha spiegato Rosa – Un po' come accade oggi con chi nega l'esistenza del virus”.

LA GUERRA DI CAM, lungometraggio diretto da Laura Muscardin, protagonista della categoria Featuring Experience dedicata alle scuole secondarie di secondo grado. Un film che tratta il tema della fuga in uno scenario post apocalittico, surreale quanto reale, soprattutto oggi, in tempi di pandemia, quando la normalità ha ceduto il passo ad una straordinarietà tale da sembrare irreale.

I protagonisti della storia, un ragazzino di nome Cam e sua sorella, intraprendono un viaggio alla ricerca di una via di fuga verso il mare, ultima possibilità di salvarsi e trovare la libertà. Per raggiungere i porti, devono attraversare lande abbandonate dove imperversano milizie armate e avidi trafficanti di esseri umani; un itinerario spaventoso in balia di un mondo spietato. È un viaggio lungo, estremamente pericoloso, e presto il ragazzino, rimasto solo dopo il rapimento della sorella, s’imbatte in un misterioso frate. I colpi di scena non mancano e sono questi ad aver reso la visione del film ai ragazzi degli istituti superiori coinvolti avvincente e per certi versi spiazzante, straniante ed inquietante. Perché una certa inquietudine pervade il film e questo è stato colto dai tanti ragazzi che hanno animato il dibattito successivo alla proiezione.

Seppur in maniera poco nitida e volutamente surreale, tante le tematiche che emergono sulla superficie della storia: la questione ambientale, quella delle migrazioni rappresentata dalla ricerca del mare e, poi, quella della solitudine di una generazione in cerca di se stessa. «Centrale nel film - ha detto uno dei ragazzi intervenuti - è il tema del conflitto tra bene e maschile che è qualcosa di antico e di nuovo allo stesso tempo». Un conflitto al quale assistiamo ogni giorno e che fa parte per certi versi della natura umana. A conferma dell'universalità del linguaggio del cinema.

E ha l'obiettivo di promuovere la formazione di una nuova generazione di spettatori consapevoli e appassionati, creando un legame attivo tra il mondo della scuola e l'audiovisivo, MovieLab, il webinar rivolto agli allievi degli istituti secondari di II grado organizzato all’interno di School Experience. I ragazzi si sono immersi in un mondo di immagini con un laboratorio attivo che mira a promuovere percorsi di crescita e formazione: il cinema diventa così uno strumento di conoscenza e lettura della realtà, volto a stimolare uno sguardo più attento, ad affinare il gusto estetico, a promuovere il senso critico, a favorire le possibilità di dialogo e confronto. Indirizzato totalmente a docenti e dirigenti, invece, è Digital prof. Il corso ha come obiettivo quello di portare in classe l’educazione digitale affinché i device possano costituire un mezzo utile alla didattica, al passo con le competenze e le esigenze delle nuove generazioni.

«Non tutti i docenti possiedono competenze digitali sufficienti ad affrontare un rinnovamento della metodologia - spiega Filomena, tra i docenti coinvolti nel lab - le nuove tecnologie in classe permettono di realizzare simulazioni, reperire informazioni da fonti diverse e scrivere testi a più mani in modo cooperativo, di guardare videotutorial e svolgere esercizi interattivi. Ci consentono di sperimentare compiti autentici e dinamici, esperienze che prevedono un coinvolgimento attivo da parte degli alunni utilizzando strumenti a loro familiari. Grazie a Giffoni proporrò alla mia classe nuovi stimoli, oggi più che mai necessari. Corsi così dovrebbero durare più di due giorni”.

Amicizia, scoperta e viaggio: tante emozioni per la seconda giornata di School Experience

Entusiasmo, energia, empatia: sono queste le caratteristiche che hanno contraddistinto la seconda giornata della seconda edizione di School Experience, il festival on line organizzato dall'Ente autonomo Giffoni Experience e realizzato nell'ambito del Piano nazionale cinema per la scuola promosso dal Ministero dell'Istruzione e dal Ministero della Cultura.

Accolto con gioia dai più piccoli e in concorso nella sezione Feature Experience dedicata ai lungometraggi, JACKIE AND OOPJEN di Annemarie van de Mond, che ha conquistato gli allievi delle primarie. La dodicenne Jackie ha fatto del Rijksmuseum la sua seconda casa poiché sua madre vi lavora. Mentre si aggira tra i corridoi fuori dall'orario di apertura, le appare improvvisamente di fronte Oopjen, una donna ritratta da Rembrandt, che ha preso vita. Il dipinto è alla ricerca della sorella perduta da tempo, abituata a risolvere i problemi degli altri. La bambina decide di portarla a casa con sé per darle una mano. Per Oopjen, una donna del Rinascimento, il XXI secolo rappresenta la più grande delle avventure da vivere. In lei, Jackie troverà finalmente una vera migliore amica.

Questo film mi ha fatto venire voglia di entrare in un museo – commenta Martina, 7 anni - è una storia bizzarra e coinvolgente, ti fa sentire protagonista. Non vedo l'ora di visitare una mostra con i miei genitori e scoprire se i quadri sono davvero così sorprendenti come sembrano in questo racconto”.

Oltre 90 i ragazzi collegati per la categoria Feature Experience di primo grado. Ad animare il dibattito è stato GLASSBOY di Samuele Rossi, incentrato sulla storia di Pino, 11 anni, affetto da una malattia ereditaria che lo costringe a vivere confinato in una grande villa e a guardare la vita che scorre fuori dalla sua finestra. Il suo più grande sogno è quello di essere “normale” e di far parte del gruppo degli Snerd che sfrecciano in bicicletta per le strade del paese.

La sua vita cambia quando incontra Mavi, la leader del gruppo, che gli aprirà le porte di un nuovo mondo in cambio di un piccolo aiuto. Pino inizierà così il suo cammino verso l'emancipazione, sfidando le regole dei suoi genitori e di nonna Helena. Proprio quest'ultimo personaggio ha incuriosito i giovani spettatori, per la sua natura profondamente conflittuale, sospeso com'è tra l'affetto per il nipote e la paura che possa stare male.

Può l'amore limitare la libertà? E' una delle domande che più frequentemente si sono posti gli alunni, rimasti profondamente colpiti dalla sensibilità del protagonista, come ha sottolineato EmmaAntonio ha invece posto l'accento sul rapporto, non sempre semplice tra libertà e diversità, mentre Rossella ha voluto sottolineare come, anche di fronte alla malattia, l'amicizia sia spesso il rimedio più efficace. Gli interventi sono fioccati: Francesco, Vincenzo, Raffaele, Carla, hanno più volte chiesto la parola al facilitator Andrea Contaldo che, sul finale, ha raccolto le confidenze più private della platea virtuale. “Il lockdown è pesante – ha ammesso Anna – Dicevano andrà tutto bene, ma dopo un anno siamo ancora al punto di partenza”. Una luce però c'è e School Experience sembra aver contribuito ad accenderla: “Guardare dei film insieme ci fa sentire meno soli – è il commento di Natalia – Quando torneremo alla normalità ameremo ancora di più la nostra vita, perché avremmo capito il valore che ha”.

La seconda giornata di School Experience per le scuole secondarie di secondo grado ha visto la proiezione del film canadese JEUNE JULIETTE, già presentato nel corso della 50esima edizione di Giffoni Film Festival per la sezione Generator +13. Si tratta di un film che commuove e fa riflettere perché racconta emozioni e sensazioni comuni in quella fase così delicata della vita di una persona come è l’adolescenza.

Il film racconta la storia della quattordicenne Juliette che vive in campagna con suo padre e suo fratello maggiore. Quando Juliette era piccola, sua madre lasciò la famiglia per proseguire la sua carriera a New York; da quel momento, Juliette ha iniziato a ingrassare. Oggi non è obesa, ma è chiaramente la ragazza più pesante del suo liceo.

Ma questo non le impedisce di essere vivace, divertente e sempre ribelle. Juliette ha grandi sogni: vuole organizzare le feste migliori, trasferirsi a New York per vivere con sua madre e uscire con il ragazzo più bello della scuola, un ragazzo più grande che sta per laurearsi. In breve, vuole tutto ciò che non può avere, il che a volte le fa dimenticare di apprezzare chi la ama davvero.

E’ la storia di una ragazza che si lascia alle spalle l'infanzia per iniziare il lungo viaggio verso la scoperta di sé e l'accettazione della sua personalità, della sua immagine e delle sue convinzioni. Se molti film di “formazione" raccontano la difficoltà di diventare adulti, Jeune Juliette si concentra sulla difficoltà di diventare una adolescente.

Ai ragazzi è piaciuta la forza che la protagonista sprigiona nonostante il sapore di cattiveria che si prova scena dopo scena.

Ho apprezzato la grinta – hanno detto molti degli alunni – perché Juliette non vuole arrendersi mai. Anzi, è riuscita a rialzarsi mentre stava toccando il fondo. Dovremmo prenderla a modello perché anche noi non dovremmo arrenderci mai. La sua forza è ammirevole. Di fronte a tutti ha fatto quello che gli altri non volevano da lei e cioè che ce la facesse”.

Il film è stato apprezzato perché ci sono tanti temi che sono vicinissimi alla vita e al mondo degli spettatori di School Experience, ma non ci sono stereotipi.

Emerge nella protagonista – ha commentato un altro ragazzo che ha visto il film - la consapevolezza che non bisogna cambiare per gli altri e che è circondata da persone che l’accettano per quello che è ed è così che capisce che cambiare non è quello che davvero vuole. Questo è molto importante”.

La faticosa costruzione di una personalità adulta passa anche per le secche dell’insicurezza che non è sempre è un male, hanno notato in molti: “L’insicurezza – hanno commentato - serve perché è necessaria per migliorare e migliorarsi. È la spinta al cambiamento”.

Questo è il senso di quel frullatore chiamato adolescenza in cui si mescolano tutti gli ingredienti che danno vita ad un mix che è la personalità di una persona. Costa fatica diventare grandi, proprio come è costato alla giovane Juliette.