La seconda parte della mattinata di School Experience 3, , l’evento dedicato ai ragazzi e alle ragazze di tutta Italia, inserito nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, promosso da Ministero della Cultura – Direzione Generale per il Cinema e l’Audiovisivo e Ministero dell’Istruzione e del Merito, ha visto protagonisti gli studenti del liceo scientifico statale Guerrisi di Cittanova e quelli dello scientifico Piria di Rosarno che, nell'ambito della sezione FEATURE EXPERIENCE +14 hanno partecipato, al cinema Gentile di Cittanova (Reggio Calabria), alla proiezione di “Una voce fuori dal coro” di Yohan Manca.
Nour, un ragazzo di 14 anni, si sta godendo l'inizio delle vacanze estive nel sud della Francia. È il più giovane di quattro fratelli. Vivono insieme in una casa popolare e a turno si prendono cura della madre che è in coma. La donna amava l'opera italiana, quindi Nour prova a fargliela ascoltare spesso e sviluppa così una passione per quelle note. Tra il lavoro per la comunità e le crescenti tensioni a casa, Nour sogna di fuggire in un luogo lontano.
Quando incontra Sarah, una cantante lirica che tiene corsi estivi, trova finalmente l'opportunità di uscire dal suo guscio ed esplorare nuovi orizzonti. Il film ha conquistato i juror della sezione Generator+13 del Giffoni Film Festival 2022 ed ha vinto il Gryphon Award come miglior film.
Durante il festival il regista Yonah Manca è stato presente in sala Truffaut e durante il dibattito con i giurati ha dichiarato di aver scritto la storia pensando al suo passato, alla sua giovinezza, senza essere troppo legato alla sceneggiatura finale. Uno stile seguito anche dagli attori protagonisti, i quali si sono lasciati molto andare all'improvvisazione, rendendo la narrazione ancora più veritiera e naturale. L’intento del regista, condiviso anche dal pubblico, è stato quello di portare sul grande schermo una storia che mettesse in risalto il contrasto tra la vita difficile di alcuni quartieri e la delicatezza rappresentata dalle note.
L’inserimento di diversi brani molto noti nella musica lirica riesce a fornire una connotazione particolarmente drammatica e toccante nel corso della storia, regalando una forte empatia tra lo spettatore e il protagonista Nour. Merita una menzione speciale la sequenza nella quale Nour inizia a cantare l’aria Una furtiva lagrima tratta dall’opera L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti, con la speranza che la mamma possa svegliarsi da quel sonno profondo.
Tra gli interventi più significativi quello di Maddalena: “Sono appassionata di film e questo mi ha fatto capire l'importanza dei legami familiari. Spesso i genitori tendono a non considerare come dovrebbero le passioni dei figli ed è un errore perché dovremmo essere noi a poter scegliere quello che vogliamo fare e come andare avanti nel nostro cammino”. Ad intervenire anche alcune docenti che hanno sottolineato come il contesto socio-culturale ed economico possa essere determinante per lo sviluppo di un ragazzo, anche se, alla fine, nonostante condizioni avverse, la tenacia riesce a far cambiare binario. Da questo punto di vista, hanno raccontato, la scuola svolge un ruolo prioritario perché ha come missione principale quella di far emergere i talenti e indirizzarli nel modo migliore. Ilaria si è poi soffermata sul ruolo della madre del giovane protagonista che è riuscita, fino alla morte, a fare da collante, anche all'interno di un nucleo familiare smagliato.
Per la sezione SHORT EXPERIENCE+14, i ragazzi hanno visto “20 minuti” di Daniele Esposito (Italia, 2021) ambientato nel 1943, a Roma. È mattina presto. Lea, svegliandosi da un incubo, sente bussare alla porta. Due soldati tedeschi le consegnano un volantino: Lea e suo marito Enzo hanno venti minuti per lasciarsi alle spalle la loro vita e seguirli. Ma nella lista dei tedeschi non compaiono i nomi dei loro figli, Cesare e Fiorella. “Sobe e Desce” di Emilio Daniel Ponguillo (Ecuador, 2021): fin da bambino Julio vuole andare nello spazio, ma quando incontra Fernanda i suoi piani cambiano inaspettatamente. Dopo essersi ritrovato torna al suo progetto originario, onorando la persona che gli ha fatto rivivere il suo sogno. “What about cooking” di Thibault Delaire, Pauline Aubert, Théo Chardonnier, Rishikesh Nayudu, Pierre Pereira, Nina Zacharek (Francia, 2022) parla di Luca che si reca nell'appartamento vuoto della nonna e ricorda la ricetta della torta al limone che cucinavano insieme.
Cadere e rialzarsi oppure soccombere di fronte alle difficoltà? Sembra questa la domanda di fondo di “Californie”, il lungometraggio proiettato questa mattina negli spazi del cinema Gentile di Cittanova (Reggio Calabria), nell'ambito di School Experience 3, l’evento dedicato ai ragazzi e alle ragazze di tutta Italia, inserito nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, promosso da Ministero della Cultura – Direzione Generale per il Cinema e l’Audiovisivo e Ministero dell’Istruzione e del Merito.
I ragazzi del liceo classico e artistico Gerace di Cittanova, del liceo scientifico di Rosarno e dell'associazione “Liberi di scegliere”, hanno potuto confrontarsi con il racconto firmato da Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman, incentrato sulla storia di Jamila, una ragazza marocchina esuberante e con grande senso pratico che sembra avere un enorme potenziale per raggiungere grandi cose o combinare enormi disastri. “Californie” la segue giorno dopo giorno dai 9 ai 14 anni, nella piccola cittadina del sud Italia dove vive, per ricostruire l'affascinante viaggio personale che Jamila intraprende, battute d'arresto e deviazioni incluse, per trovare il suo posto nel mondo. Presentato nell'ambito della sezione FEATURE EXPERIENCE +14, il film, ambientato a Torre Annunziata, parla di solitudine, isolamento, pericolo e senso di appartenenza alle proprie radici.
A cogliere pienamente il senso di “Californie” è stata Ester, che stimolata da Orazio Cerino del team della produzione di Giffoni ha raccontato le sue emozioni a caldo: “Il film offre un messaggio molto profondo e altrettanto attuale. Parla di una ragazza che non ha potuto vivere la propria infanzia, che ha dovuto rinunciare ai suoi sogni, divisa, almeno nella prima parte, dalla voglia di tornare in Marocco, dove ha i suoi affetti e la paura della relazione con il diverso da se. Nella seconda parte - ha spiegato – assistiamo a una evoluzione del personaggio, perché grazie alla collaborazione con un salone di bellezza si sente a casa. E questo ci fa capire che l'integrazione è possibile”. Non solo. Ester ha spiegato anche quanto questa proiezione le sia stata personalmente utile: “Ho riflettuto sul fatto che spesso mi lamento del superfluo, invece devo ritenermi fortunata perché ho una famiglia che mi segue e questo è già tantissimo”.
Se a Claudia la trama è piaciuta molto, Girolamo e Domenico, pur avendo apprezzato la fotografia, si sono detti poco convinti del lavoro finale, “già visto in diverse fiction della Rai per le tematiche trattate”, mentre Sofia ha spiazzato tutti con il suo intervento: “Il cinema non è solo intrattenimento, anzi. Chi pensa questo sbaglia e purtroppo conferma a specchio la società in cui viviamo”.
Per la sezione SHORT EXPERIENCE, invece, gli studenti hanno visionato alcuni cortometraggi. “Il mare che muove le cose” di Lorenzo Marinelli (Italia, 2021) racconta la storia di Massimo, proprietario di uno stabilimento balneare, che è anche la sua casa, dove vive con la moglie e le due figlie. Tutto è cambiato da quando ha scoperto di avere il morbo di Parkinson: il mondo continua a girare e sembra essersi dimenticato di lui. L'incontro con un ragazzo africano, nella cucina del suo ristorante, gli darà l'opportunità di reagire al dolore. “Mela bacata” di Andrea Maddalena Bernardi (Italia, 2022) è una storia di formazione, narrata da un sé cosciente che guarda con ironia agrodolce ai suoi ricordi adolescenziali. Un viaggio tra insicurezze, primi amori, amicizie salvifiche ed eventi traumatici che vanno a ricomporre le tappe di un racconto sul mondo Dsa. “Una pioggia di giugno” di Gianfrancesco Iacono (Italia, 2022) è incentrato su una ragazza che va in cerca del padre sotto la pioggia di Palermo. Un viaggio tra sogni, incubi e speranza che diviene un vero e proprio ritorno alla vita. “Rimbombo” di Filippo Leoncini è ambientato in una palestra. Due fratelli si ritrovano per giocare a basket, ma il rimbombo delle pareti riporta a galla questioni irrisolte. Al termine delle proiezioni gli studenti delle scuole superiori hanno poi votato il lavoro che li ha maggiormente convinti.
Al via Movie Lab, il laboratorio sulla grammatica e sulle tecniche del cinema tenuto da Andrea Contaldo del team della produzione di Giffoni nell'ambito della seconda giornata di School Experience 3, l’evento dedicato ai ragazzi e alle ragazze di tutta Italia, inserito nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, promosso da Ministero della Cultura – Direzione Generale per il Cinema e l’Audiovisivo e Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Tra i giovani che hanno preso parte all'appuntamento, tenuto presso la sede della SRC, scuola di recitazione di Cittanova (Reggio Calabria), anche un gruppo del laboratorio di Pellaro, composto da quattro ragazzi tra i 13 ed i 24 anni. “Che cos'è il cinema per voi? Per me è qualcosa di intimo e un lavoro di squadra inevitabile. C'è una punteggiatura nascosta che ti offre una chiave di lettura di un prodotto audiovisivo”, ha spiegato Contaldo, chiedendo alla platea la differenza tra cortometraggi e lungometraggi. “Qui a Cittanova stiamo girando un corto molto particolare, un mocumentary”, ha annunciato, andando ad approfondire la carrellata dei generi del cinema, dallo storico alla commedia, dal documentario all'horror al western.
“Diceva Marcello Mastroianni: al teatro preferisco il cinema, perché andare sul set cinematografico è come andare in campeggio, puoi trovare chiunque. Ed è vero perché il cinema è un'arte trasversale dove trovi tanti figure professionali che vengono da estrazioni diverse”. Ma quanti sono i mestieri del cinema? Tantissimi, si va dal regista e dai suoi aiuti, allo sceneggiatore, dal produttore al direttore della fotografia, fino agli attori, ai fonici e ai montatori, solo per citarne alcuni. Il termine regista, ha chiarito l'esperto, viene da rex, re, ed è colui che dirige l'intero apparato realizzativo di un film. Contaldo ha analizzato le principali figure professionali, spiegando ai partecipanti del lab lo specifico di cui si occupano per raccontare, attraverso le loro competenze, anche una realtà complessa come quella di Giffoni.
Anticipando che le tre frasi principali di un film sono la pre-produzione, la produzione e la post produzione è poi entrato nel dettaglio di quella che è la grammatica delle riprese del cinema che si distingue in campi e piani: la scala dei campi è per concentrare l'attenzione sui luoghi interni o esterni, mentre quella dei piani ha al centro uno o più soggetti. E la scelta del regista, naturalmente, non è mai casuale, ma funzionale alla narrazione, è un modo per raccontare le emozioni attraverso le immagini, come è stato dimostrato attraverso la visione di alcuni frame di film che hanno fatto la storia del cinema.
E ancora, una carrellata sui movimenti di camera, dalla panoramica verticale a quella a schiaffo, solo per citare alcuni esempi. I ragazzi – tra cui Giulia, Eleonora, Federico, Sara, Mariarosa - hanno seguito il laboratorio con interesse e tanta passione, intervenendo in più occasioni per fare domande e confrontarsi con le esperienze tra i corsi di recitazione che frequentano e gli studi che seguono all'Università.
Oltre 300 alunni delle scuole secondarie di secondo grado di Cittanova, Riace e Monasterace hanno preso parte, questa mattina, alla seconda parte della seconda giornata di School Experience 3, l’evento dedicato ai ragazzi e alle ragazze di tutta Italia, inserito nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, promosso da Ministero della Cultura – Direzione Generale per il Cinema e l’Audiovisivo e Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Negli spazi del cinema Gentile di Cittanova (Reggio Calabria), nell'ambito della sezione FEATURE EXPERIENCE +11 hanno assisitito alla proiezione di “Quando Hitler rubò il coniglio rosa” di Caroline Link. Anna, nove anni, vive in Germania e l'anno è il 1933. È una delle epoche più travagliate del paese. Ma la bambina è troppo occupata con i compiti e gli amici per notare il volto di Adolf Hitler che brilla sui manifesti affissi in tutta Berlino. E non ha mai nemmeno prestato molta attenzione al fatto di essere ebrea. Essere ebrea, pensa, è solo qualcosa che hai ereditato dai tuoi genitori e dai tuoi nonni, come il colore dei tuoi capelli. Un giorno, è costretta a fare i conti con la realtà. Suo padre è inspiegabilmente scomparso. Poco dopo, lei e suo fratello, Max, vengono portati fuori dalla Germania dalla madre per ritrovarsi con il padre in Svizzera. Anna e la sua famiglia intraprendono un'avventura che si estende oltre i confini di molti paesi. Sono profughi e Anna scoprirà presto che servono speciali abilità per stare sempre un passo avanti ai nazisti.
Tratto dal romanzo omonimo di Judith Kerr, il film diretto da Caroline Link, che aveva vinto nel 2003 l’Oscar come miglior film straniero per Nowhere in Africa, parla della ricerca di un posto nel mondo, dell’impossibilità, forse anche nel contemporaneo guardando all’esodo ucraino, di riuscire a mantenere le proprie radici, che sono probabilmente da ricercare più negli affetti familiari che nelle case grigie sparse in Europa dove i Kemper si nascondono per sfuggire al Führer. È un nazismo invisibile agli occhi, ma che si riflette nei comportamenti dei protagonisti e nel disorientamento, anche linguistico e culturale, vissuto dalla famiglia.
Francesco ha ammesso: “il finale non mi è piaciuto, avrei preferito che Hitler venisse arrestato”, mentre Leila ha condiviso con la platea la sua personalissima testimonianza: “Anche quando non si è costretti a scappare dalle guerre, lasciare le proprie radici è sempre complicato. Sono stata a Londra, poi in Belgio, ora sono di nuovo qui ma per motivi di lavoro dei miei genitori andrò presto a Milano. Alle volte è triste abbandonare di continuo i propri amici”. La fuga necessaria e disperata, grazie alla mediazione di Orazio Cerino del team della Produzione di Giffoni è sttao un tema che ha consentito ai ragazzi di riflettere anche su quanto, purtroppo, le guerre siano ancora attuali e infliggano ferite all'umanità, come nel caso dell'Ucraina.
Per la sezione SHORT EXPERIENCE+11, invece, hanno avuto la possibilità di confrontarsi con una serie di corti: “I gladiatori” di Maryam Rahimi, (Iran, 2022): il piccolo Alì per evitare alla sorellina di andare in sposa alla sua giovanissima età deve pagare un debito. Un uomo che Alì conosce e chiama zio Saleh gli propone di combattere con un altro ragazzo, più forte di lui. I due piccoli gladiatori si fronteggiano tra le incitazioni di adulti assetati di soldi e violenza. Quando il bambino sconfitto è a terra nella polvere, una mano inattesa lo aiuta a rialzarsi. “Mise en place” di Pedro Rigamonti de Mello, (Brasile, 2022): la vita di Cadu è vuota. Un giorno i suoi genitori gli consegnano la chiave della casa della nonna defunta. Lì Cadu trova l'ispirazione per trovare un po' di "sapore" nella sua vita. E per finire “Scriblle” di Rooa Samer Alshattle, (Giordania, 2022). E' il viaggio di Mana, che lotta contro l'autolesionismo. L’adolescente ogni giorno cammina da sola verso scuola, mentre tutti intorno a lei sembrano dissolversi come scarabocchi.
Il fondatore di Giffoni Claudio Gubitosi ha voluto salutare gli studenti delle scuole primarie di Rizziconi, Chitti di Cittanova e Jerace di Polistena che hanno preso parte, negli spazi del cinema Gentile di Cittanova (Reggio Calabria), alla seconda giornata di School Experience 3, l’evento dedicato ai ragazzi e alle ragazze di tutta Italia, inserito nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, promosso da Ministero della Cultura – Direzione Generale per il Cinema e l’Audiovisivo e Ministero dell’Istruzione e del Merito.
“Questo è diventato uno degli hub più importanti di Giffoni. Anche nella giornata di ieri ho incontrato tanti studenti e il presidente della vostra Regione. Mi auguro che verrete numerosi al festival. Intanto un forte abbraccio a tutti i voi e ai vostri docenti”, ha detto in apertura il fondatore di Giffoni Claudio Gubitosi. I baby alunni, nell'ambito della sezione FEATURE EXPERIENCE +6 hanno assistito alla proiezione di “Belle e Sebastien: Next Generation” per la regia di Pierre Corè. Sébastien ha ormai 10 anni e trascorre con riluttanza le vacanze in montagna con la nonna e la zia. Aiutarli con le pecore non è una prospettiva eccitante per un ragazzo di città come lui, ma un giorno incontra Belle, un enorme cane maltrattato dal suo proprietario. Pronto a tutto per combattere l'ingiustizia e per proteggere il suo nuovo amico, Sébastien trascorrerà l'estate più pazza della sua vita.
Dopo i tre film che in 10 anni hanno rinnovato il successo di Belle & Sebastien (oltre 60 milioni complessivi al botteghino internazionale), sviluppando la storia sulle Alpi francesi tra la fine della II guerra Mondiale e il dopoguerra, l'apologo sull'amicizia tra un bambino e un grande cane candido dei Pirenei racconta i più piccoli di oggi, unendo social e temi ambientalisti, famiglie problematiche e scoperta di sé. Stimolati da Orazio Cerino del team della Produzione di Giffoni, gli studenti hanno applaudito al lungometraggio, raccontando poi le proprie emozioni.
Domenico ha sottolineato come, anche tra amici, “è importante lasciare l'altro libero di fare le cose che vuole”, mentre a Lara ha colpito molto la delicatezza “con cui è stato affrontato il tema dell'amicizia”. E ancora Filippo, Luciano, Emily e Girolamo che si sono soffermati sull'uomo nero, quasi una metafora del perdersi nel film.
Per la sezione SHORT EXPERIENCE sono stati poi proiettati diversi corti: “Cistalp” di Jean A. Evangelista (Filippine , 2021), un film che affronta il tema degli effetti negativi della plastica nel nostro mondo; “Il gigante nero” di Francesco Di Giuseppe (Italia,2022), storia di un bambino va al cinema e viene subito catturato dal film, ma poco dopo l’inizio della proiezione prende posto davanti alla sua poltrona un imponente spettatore che gli ostruisce la vista. Il piccolo, travolto dall’atmosfera e dal buio della sala, si immerge totalmente nel film nel quale si ritrova ad affrontare un mostro che potrebbe mettere a repentaglio l’incolumità di una bambina di cui è alla ricerca.
“Maronii” di llonneau Dimitri, Guitet Maxime, Plata Lucas, Nguyen Ngoc Mai, Matuszczak Guilian, Argentieri Flore, Courtel Hugo (Francia,2022): in una baia della Guyana francese, un giovane pesce sconvolge l'equilibrio rubando del cibo. Bandito dal suo branco, il pesciolino se ne va, cercando a valle acque più ospitali. Ma il pericolo lo attende e l'avventura del pesciolino è solo all'inizio! “Medo” di Bibiana Lauretti, (Brasile, 2022) narra di Eliz, una bambina che sta affrontando il trasferimento in un’altra città. Eliz dovrà adattarsi al suo nuovo asilo nido che, all'inizio, sembra molto spaventoso. Ma conoscere persone nuove si rivelerà una bella esperienza.
“To turn off the stars” di Margot Cavret (Francia, 2021): ogni giorno Renard accende e spegne il suo curioso lampione che sembra controllare il ciclo della notte e del giorno. Un giorno, interrompe la sua routine quando scopre che Louve e la luna si sono innamorati. Renard deve compiere il suo dovere, nonostante tutto, e costringere gli innamorati a separarsi, facendo scattare l'alba? E per finire “Trash Can” di Greta Semionovaite (Regno Unito, 2022): il procione solitario cerca di sopravvivere un altro giorno nella frenetica città. Quando finalmente trova del cibo, la sua felicità non dura a lungo. Infine la votazione per esprimere il giudizio e selezionare il lavoro migliore, tra entusiasmo, applausi e tante risate.
Rispetto per la natura, amore per gli animali, amicizia, legami che non implicano il possesso, quella tristezza da attraversare per crescere e diventare persone migliori: sono questi alcuni dei temi affrontati nel corso del dibattito che ha entusiasmato la platea protagonista della seconda parte della prima giornata di School Experience 3, l’evento dedicato ai ragazzi e alle ragazze di tutta Italia, inserito nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, promosso da Ministero della Cultura – Direzione Generale per il Cinema e l’Audiovisivo e Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Negli spazi del cinema Gentile di Cittanova (Reggio Calabria) si è tenuta la proiezione del lungometraggio “Storm boy: il ragazzo che sapeva volare”, nell'ambito della sezione FEATURE EXPERIENCE +11. A vedere il film di Sawn Seet, quasi quattrocento studenti delle scuole secondarie di primo grado dell'istituto comprensivo Monasterace-Riace-Stilo- Bivongi.
Si tratta di una rilettura del classico australiano di Colin Thiele. Lo Storm Boy del romanzo è cresciuto per diventare Michael Kingley, uomo d'affari in pensione e nonno. Quando Kingley comincia a rivedere alcune immagini del suo passato, non sa spiegarselo ed è costretto a ricordare la sua infanzia, a lungo dimenticata, vissuta in un tratto di costa isolato, insieme a suo padre. L’uomo racconta quindi a sua nipote la storia di come, da ragazzo, salvò e allevò un pellicano rimasto orfano, Mr. Percival. Le loro avventure ed il forte legame che univa il ragazzo all’animale avranno un effetto profondo sulle vite di tutti i protagonisti. Il film è stato presentato in concorso al Giffoni Film Festival 2019.
Nel cast compaiono nomi di spicco come il Premio Oscar Geoffrey Rush, il giovanissimo Finn Little (alla sua prima apparizione cinematografica) e Jai Courtney (Divergent, Unbroken, Suicide Squad, Alita – Angelo della battaglia). “Mi sono emozionata tanto, anche se non ho pianto perché ho difficoltà a esprimere le mie emozioni”, ha confessato Mariagrazia, mentre Rocco ha candidamente ammesso che è “un film bello come i Mondiali”. Per Erika, il cuore del lavoro è il rispetto dell'ambiente, “per questo, proporcelo, è stata una scelta molto educativa”.
Guidati da Orazio Cerino del team della Produzione di Giffoni, i giovani spettatori hanno detto la loro, dicendosi entusiasti della mattinata trascorsa insieme. “La storia era bella, ma il finale mi ha un po' deluso – ha confessato Francesco – Avrei preferito il lieto fine”. E come lui Carol e Arcangelo, ai quali la storia ha insegnato “che gli animali dovrebbero essere amati sempre”.
Toccante la testimonianza di Simone: “Ci ha fatto capire che anche quando perdiamo qualcosa di caro, poi possiamo scoprire qualcos'altro di bello, di migliore rispetto a noi stessi”. Michela ha detto di aver provato dolore, Giuseppe sperava fino alla fine che i cacciatori non sparassero. Said si è commosso quando i pellicani hanno iniziato a volare e pure Elisabetta che, con la maturità di un adulto ha detto ai suoi coetanei: “E' triste quando l'essere umano non ragiona sulle conseguenze delle sue azioni”.
Giuliana ha ricordato di aver avuto un vitellino e di averlo cresciuto da quando era piccolo, imparando così sul campo il rispetto e l'amore per tutti gli esseri viventi e Selene ha stupito tutti con un messaggio forte e trasversale: “Questa giornata ci insegna una cosa importante: se vuoi bene a qualcuno devi saper fare in modo da lasciarlo andare affinché possa trovare la felicità anche facendo le proprie esperienze”. Uno spunto, quest'ultimo, che ha consentito a Cerino di invitare gli studenti a riflettere su quanto questo valga nelle relazioni umane a pochi giorni di distanza dal 25 novembre, giornata nella quale è stata celebrata la lotta contro la violenza sulle donne.
Per la sezione SHORT EXPERIENCE i ragazzi hanno visto “La custodia” di Maurizio Forestieri, (Italia, 2021): in un luogo e in un futuro non ben precisati, un bambino fugge da una guerra con un sogno chiuso nella custodia di un violino e una musica nel cuore che lo guiderà lungo il viaggio. A seguire “Nighty Night” di Zaíra Araújo, (Brasile, 2021): una bambina legge un libro spaventoso prima di andare a dormire, ma quello che non sa è che dovrà affrontare le sue paure nella vita reale.
Al termine delle proiezioni hanno espresso le proprie preferenze votando su una apposita scheda.
Il programma prevede un concorso dedicato a lungometraggi (Feature Experience) e cortometraggi (Short Experience) realizzati da professionisti italiani e stranieri, oltre a una competizione riservata alle opere prodotte da scuole o da associazioni culturali divise per fasce d’età: Your Experience +3 (produzioni nazionali rivolte a studenti, dai 3 ai 10 anni, proposte da scuole dell’infanzia, primarie o associazioni culturali), Your Experience +11 (short movie in target con ragazzi dagli 11 ai 13 anni, realizzati da scuole secondarie di I grado, associazioni culturali o singoli videomaker) e Your Experience +14 (opere indirizzate a studenti dai 14 ai 20 anni, proposte da scuole secondarie di II grado, associazioni culturali o singoli videomaker). E ancora due importanti e innovati lab: DIGITAL PROF dedicato al corpo docente e MOVIE LAB, una lezione di cinema interattiva per guidare gli studenti alla comprensione del linguaggio audiovisivo. Il saggio finale sarà la realizzazione di uno short movie pensato e interpretato dai ragazzi. Appuntamento il 2 dicembre al Cinema Gentile di Cittanova.
L’evento raggiungerà 43 comuni in 5 regioni (Campania, Basilicata, Calabria, Lazio, Sardegna), impiegando 2.780 docenti (di cui 509 in scuole dell’infanzia, 1.000 nelle scuole primarie, 572 nelle secondarie di I grado, 699 nelle secondarie di II grado) e 27.423 studenti (di cui di cui 5.090 nelle scuole dell’infanzia, 9.762 in scuole primarie, 5.679 nelle secondarie di I grado, 6.892 nelle secondarie di II grado), per un totale di 241 plessi e 274 scuole beneficiarie. Dopo Cittanova seguiranno dal 5 all’11 febbraio Ceccano (Frosinone), dal 26 febbraio al 4 marzo Terranova di Pollino (Potenza) e Montescaglioso (Matera), dal 19 al 25 marzo Nuoro e Tonara e dal 17 al 21 marzo Giffoni Valle Piana (Salerno), dove il progetto si concluderà con un evento ospitato nella Multimedia Valley.